Home arrow Press area arrow Sisters' diary: intervista all'autrice

Annunci

Sei un blogger? Vorresti leggere i nostri libri e recensirli?  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  e te ne invieremo una copia gratuita per una recensione! Ci teniamo al tuo parere!
 
Corsi di Comunicazione (altro)

Enzo Delfino Editore

per la conosc(i)enza

Mappa del sitoMappa del sito

Counter

Visitatori: 557746


Sisters' diary: intervista all'autrice PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 2
ScarsoOttimo 

Intervista a Ilaria D’Alessandro

FRANCESCA: Cari lettori di Non riesco a saziarmi di libri oggi parleremo con Ilaria D’Alessandro, autrice del romanzo “Sister’s diary”. Benvenuta!
ILARIA: Grazie!

F: Il tuo libro parla di tematiche molto forti, come la droga e l’alcool, assunti dai tuoi giovanissimi protagonisti sin dal mattino. Cosa ti ha portato a scriverne?
I: Il mio obbiettivo era quello di raccontare il fenomeno del disagio giovanile in chiave romanzata, approfondendo quel contesto storico culturale degli anni 2000, anni a mio parere scarsamente presi in considerazione dalla letteratura precedente. L’ho voluto fare attraverso cinque personaggi che sono stati gli occhi e i sentimenti di tutto il mio racconto. Ragazzi comuni che hanno vissuto, come tutti noi, quel periodo turbolento e delicato che è l’adolescenza.

F: Quanto sei simile ad Alice, protagonista indiscussa del tuo racconto?
I: In Alice mi sono fortemente rispecchiata, anche se tengo a precisare che il romanzo non è una autobiografia. Mi somiglia nell’aspetto e in alcuni tratti caratteriali. Lei cresce però in un contesto familiare molto diverso dal mio, va in una scuola diversa da quella frequentata da me, ma vive le prime esperienze in maniera ingenua e allo stesso tempo attenta un po’ come lo ero io alla sua età. Aver scelto di parlare in prima persona nel racconto mi ha aiutato a immedesimarmi in lei, a vivere le sue emozioni, a creare il suo personaggio in maniera profonda e dettagliata.

F: ll libro è ambientato a Roma, città natale per entrambe. Cosa ti ha spinta a mettere come sfondo proprio il posto in cui sei nata e cresciuta?
I: Credo sia fondamentale avere una buona padronanza  e conoscenza di un contesto che si vuole descrivere da vicino e Roma, essendo appunto la città in cui sono nata e cresciuta e in cui vivo ancora oggi, mi ha dato l’opportunità di dare al lettore una visione realistica dei luoghi, del modo di pensare, di comunicare e di confrontarsi della città e dei personaggi che vi vivono.

foto 2

F: La storia è ambientata qualche anno fa, quando ancora c’erano MSN e si usavano le schede telefoniche; il romanzo è stato scritto in quegli anni oppure ti sei semplicemente rituffata nel passato?
I: L’inizio della stesura è avvenuta più o meno nel 2008, non molto tempo dopo, quindi avevo ancora chiara l’idea della mia adolescenza vissuta quando il cellulare non era un mezzo così necessario e i ragazzi passavano molto tempo a parlare su MSN; riscoprirli, ricordarli è stato non solo nostalgico ma anche divertente, caratteristica che non doveva mancare al mio racconto. Ho affrontato argomenti molto seri, è vero, ma vanno visti con gli occhi di una ragazzina e il divertirsi e prendere la vita con ironia e leggerezza a quell’età è fondamentale.

F: Come sei approdata alla casa editrice con cui hai pubblicato il tuo romanzo d’esordio?
I: Ho conosciuto la Enzo Delfino Editore nel 2010 tramite un’autrice che aveva pubblicato con loro, ma non prima di aver fatto molti tentativi. Dopo avergli inviato il manoscritto ed esserci conosciuti di persona, abbiamo deciso con entusiasmo di collaborare insieme in questa avventura.

foto 1

F: Hai qualche libro in cantiere?
I: Sì, sto lavorando a un’altra stesura e spero di non fermarmi qui. Leggere e scrivere è forse l’unico punto fermo della mia vita e vorrei poter dire un giorno di essere una scrittrice, di quelle con la S maiuscola. La strada è tutto tranne che semplice, ne sono consapevole, ma non sento il rischio di arrendermi per il semplice motivo che non posso farne a meno.

F: Grazie per essere stata con noi; in bocca al lupo per la tua carriera di scrittrice!
I: Crepi e grazie a voi!

 
< Prec.   Pros. >